Visualizzazione post con etichetta casa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta casa. Mostra tutti i post

mercoledì 29 ottobre 2008

QUANDO L'UOMO LEOPARDO TI RITORNA A CASA

C'è un tizio completamente tatuato a chiazze di leopardo, con i denti trattati in modo da simulare quelli di un predatore felino. Costui, dopo 20 anni vissuti nella jungla, ha deciso di tornare in una vera casa.
Tralasciamo ogni commento ironico, perché siamo persone di vedute aperte e senza pregiudizi, e proviamo a immaginare lo scompiglio che il tipo potrà portare in famiglia. Cerco di immedesimarmi nella vicenda.
Innanzitutto dovrei approntare una grande cassetta con la lettiera per i bisogni: dove metterla? In bagno c'è già quella della gatta, e la veranda è molto stretta.
E poi: dove ha intenzione di farsi le unghie? Le sedie di bambù sono già tutte massacrate dalla micia, e gli appositi grattini di cartone durano due giorni con lei, figuriamoci col mega simil-felino.
Come vestirlo? Con che si abbina il leopardato? Questo non è un problema da poco.
E speriamo almeno che non faccia storie quando bisogna portarlo dal veterinario...

martedì 29 luglio 2008

VAI IN VACANZA TRANQUILLA

Stamattina mi telefona la vicina di casa di mia madre ed esordisce con queste testuali parole: «Sono la signora Angela, non ti allarmare, non è successo niente». Quando mi dicono così, mi passa sempre tutta la vita davanti: le prime ciabattine rosse da mare che mi regalò zio Umberto quando avevo quattro anni, la suora coi baffi dell'asilo, i fustini del dash trasformati in astronavi, la maestra bionda delle elementari, il primo bacio, il lucidalabbra al sapore di pesca, i trucchi e i vestiti di mia cugina, i professori odiosi delle medie, l'esame di maturità, lo shopping al mercatino dell'artigianato all'università. Il tutto in un totale di tre secondi. La suddetta signora Angela mi dice che si è insospettita nel vedere aperti i cancelli del balcone di mia madre. E mi insinua un atroce dubbio: mica saranno passati i ladri?
Trascorro una giornata infernale aspettando di uscire dall'ufficio per andare finalmente a controllare.
Morale della favola: i cancelli li avevo lasciati aperti io per distrazione l'ultima volta che sono andata ad annaffiare le piante. Certo, sono proprio una sicurezza. Mamma, qui ci sono io, vai in vacanza tranquilla. Stai in mani sicure. (Comunque le piante, per la cronaca, si sono tutte riprese splendidamente).
Prima di varcare la soglia del portone, non mi sono risparmiata l'insulto di un automobilista che mi stava appiccicato dietro mentre cercavo parcheggio, e successivamente l'incontro con una mia coetanea del palazzo, che in questi anni si è riprodotta per ben quattro volte.